Mangiare pesche fa male alla glicemia? Ecco cosa dice l’esperto

La glicemia alta corrisponde a qualcosa di estremamente “verificato” al giorno d’oggi, in quanto è un valore che oggi spesso viene richiesto  in particolare da parte di chi soffre di malattie e condizioni come il diabete mellito di tipo 2, che è una delle forme maggiormente diffuse. La glicemia infatti corrisponde al valore medio dell’apporto degli zuccheri presenti nel nostro organismo. Quasi sempre la frutta viene indicata come alimento “sicuro” in quanto prodotto naturale che ha in molti casi effetti positivi nei confronti della glicemia alta, ma è il caso delle pesche?

Mangiare pesche fa male alla glicemia?

Oppure sono “frutti sicuri”?

Le pesche fanno aumentare la glicemia? Ecco il parere dell’esperto

pesche fanno aumentare la glicemia

La glicemia alta non corrisponde ad una vera e propria malattia secondo molti nutrizionisti: è prevalentemente l’evidenza delle difficoltà da parte dell’organismo nel tenere ridotto e sotto controllo questo termine.

Un organismo sano infatti anche a fronte di picchi glicemici rilevanti tende a ridurne la presenza prevalentemente con l’insulina, una sostanza che viene prodotta dall’organsimo. Per chi soffre di diabete ma anche per chi si trova in una condizione permanente o tempranea specifica (ad esempio a seguito di regimi di farmaci specifici) può effettivamente avere difficoltà nel tenere sotto controllo questo valore. Le pesche fanno male alla glicemia?

In generale le pesche hanno un basso indice glicemico, questo le porta ad essere considerato un frutto prevalentemente sicuro, anche perchè non suiperano i 10 grammi di carboidrati per etto di prodotto. Sono spesso queste le sostanze, così come gli zuccheri complessi, a far impennare questo valore.

Anche se il frutto è mediamente zuccherino, l’apporto di calorie è di circa 30 per etto di frutta, ed il buon compendio di fibre rende le pesche indiscutibilmente un elemento a dir poco utile per contrastare la glicemia alta, perchè riducono lo stress del tratto digestivo e quind agevolano la digestione. Inoltre le pesche sono molto ricche di vitamine, in particolare la variante C, al punto da essere a parità di peso addirittura presente in quantità maggiori rispetto a molti agrumi.

Non esiste però l’alimento in grado di fare tutto da solo, ma una dieta equilibrata, magari incentrata sul metabolismo specifico del soggetto, oltre che una sensibile attenzione a non adottare uno stile di vita sedentario, sono fattori che indiscutibilmente hanno un enorme incidenza.

Le pesche restano comunque un elemento molto utile da integrare nella propria dieta in senso assoluto, indifferentemente dalla tipologia e dal grado di maturazione.

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