Prosciutto crudo o cotto? Ecco quale mangiare

Tradizionalmente il nostro paese rappresenta la realtà con il maggior numero di salumi consumati ma anche la nazione che presenta una diffusione in termini di varietà percepibile, basta pensare alla tradizionale mortadella, lo speck, i vari tipi di salame, ma anche diverse varietà dello stesso prodotto, ossia il prosciutto, che viene quasi sempre categorizzato in modo definito e specifico in crudo e cotto. Anche se proviene da una parte specifica del maiale, per l’appunto il prosciutto, spesso le varianti sono semplicemente scelte in base alla qualità ed alla nomea del produttore oltre che dal gusto personale.

Quale però, dati alla mano risulta effettivamente migliore dal punto di vista nutrizionale, e soprattutto quale “fa bene”, o comunque “meno male”?

Spesso si tende a privilegiare il cotto per i bambini in quanto più digeribile, mentre il crudo è più “roba da grandi” , facendo qualche generalizzazione. Ma qual è la verità?

Prosciutto crudo o cotto? Ecco quale mangiare

Prosciutto crudo o cotto

Il prosciutto infatti viene costituito dalla coscia del maiale, ed è intpretato come un insaccato in quanto disposto in unico pezzo che a seconda della preparazione viene sottoposto ad una stagionatura più o meno lunga oltre ad un’opera di speziatura e salatura. Ciò che contraddistingue le due varianti, è, manco a dirlo la cottura, che assieme ad altri fattori conosciuti incide parecchio.

Il crudo fa ampio ricorso ad una salatura superficiale la già citata stagionatura, mentre il cotto viene sottoposto ad un trattamento in salamoia e sottoposto a cottura al vapore.

Non così tanto dal punto di vista nutrizionale in quanto confrontando due varietà di prezzo simile tra crudo e cotto emerge che il contesto calorico privilegia generalmente, seppur in maniera non così incidente, il cotto (circa 210 calorie per etto rispetto alle oltre 260 “medie” del crudo), ma la variante cruda è più povera di grassi ed a parità di peso è maggiormente nutriente.

Il senso di sazietà è migliore nel crudo che però non è adatto al consumo alle donne in stato interessante che non dovrebbero consumare alimenti crudi (c’è il rischio di contrarre batteri pericolosi per il nascituro come Toxoplasma, Salmonella, Listeria, Escherichia Coli).

Il cotto è da preferire anche per coloro che soffrono di ipertensione, essendo entrambi molto ricchi di sali minerali ma il sodio nella variante cruda è estremamente di più, dato dal sale.

In generale una persona sana può assolutamente mangiare porzioni di circa 50 – 60 grammi di prosciutto di entrambe le categorie anche 2-3 volte alla settimana.

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