Qual è la miglior pasta integrale? Ecco la risposta

Comprare la pasta al supermercatospecie quella integrale può sembrare all’apparenza semplice ma in realtà va scelto il giusto prodotto con i dovuti valori e benefici a livello nutrizionale. Un tempo veniva ritenuta un alimento prettamente “dietetico”, in quanto face accrescere il senso di sazietà grazie alle aumentate quantità di fibre racchiuse nella pasta. 

Ma per fortuna abbiamo superato questi pregiudizi, grazie anche alle invenzioni innovative di alcuni chef di alto livello, la pasta integrale è entrata ufficialmente nelle cucine di tante persone, con ricette classiche, ma anche con alcune innovative che prendono un gran vantaggio proprio dalla differenza di sapore di questo tipo di pasta.

Qual è la miglior pasta integrale? Ecco la risposta

“Integrale” vuol dire che, rispetto alla semola di grano duro classica, il grano per creare la migliore pasta integrale non viene trattato, lasciando il chicco intatto della crusca, cioè il rivestimento esterno che pertanto fa essere la semola ricavata parecchio più piena di fibre, proteine e tantissime sostanze che cagionano benefici al nostro organismo.

La pasta integrale poi, grazie infatti all’introduzione di tali elementi nella pasta, aiuta ad evitare tantissimi problemi di colesterolo ed eccessivo assorbimento di grassi desumente dalla normale semola vengono totalmente eliminati. Se però tuttora vi è chi ancora pensa che la pasta integrale sia un alimento prettamente per sportivi, c’è stato addirittura un tempo in cui i supermercati rivendevano la pasta integrale come “pasta per cani“.

Tutto questo è passato di moda e oggi, finalmente, possiamo beneficiare un gran piatto con proprietà nutritive eccezionali, ma solo se sappiamo prediligere la migliore pasta integrale italiana. Bisogna poi dire che la pasta integrale è alquanto piena di fibre, pertanto ci metterà di meno a cuocere e, proprio a causa della minore lavorazione, resterà in ogni caso più “granulosa” a differenza della classica pasta a semola di grano duro che viene impiegata.

Questo significa che dobbiamo tenere in conto tali caratteristiche per cucinare un piatto che si rispetti. Un esempio lampante è il piatto di spaghetti pomodoro e rucola. Un piatto freddo, piuttosto veloce da cucinare e che sfrutta al massimo la consistenza dell’integrale, congiungendola anche al sapore di pomodori e rucola, generanno un abbinamento straordinario.

Per essere realmente di qualità, una pasta integrale non può contentarsi dei metodi di lavorazione industriali. Necessita impiegare una serie di procedimenti che rispettino la materia prima, magari senza implicare pesticidi e altri prodotti che vanno inevitabilmente a rovinare il prodotto originale.

Proprio per tale motivo la migliore pasta integrale italiana è quella di Benedetto Cavalieri, che impiega scrupolosamente materie prime di origine biologica, raccolte dal territorio della Puglia e della Basilicata, per lavorarle nell’industria leccese di Maglie.

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