Home nesting: ecco che cos’è

Si chiama “home nesting” ed è una tendenza molto particolare e sempre più diffusa, che consente a molte persone di considerare la propria casa come una sorta di nido, ma non solo.

Home nesting: di che cosa si tratta esattamente?

L’espressione “home nesting” è usata per indicare un fenomeno che negli ultimi anni si è diffuso sempre di più in Italia, ma anche in altre nazioni. Si può affermare che la sua diffusione sia dovuta soprattutto all’arrivo della pandemia da Covid-19. Di che si tratta? Del fatto di trascorrere sempre più tempo nella propria abitazione, svolgendo all’interno della casa tutte quelle attività che anni prima, o semplicemente prima dello scoppio della crisi pandemica, venivano di solito svolte all’esterno, fuori dalle mura domestiche.

Sempre più persone per esempio hanno continuano a pranzare e cenare in casa, quando magari, specialmente durante il weekend, organizzavano sempre una cena fuori con i propri familiari o amici. Ora invece, anche durante la settimana o alla fine, si tende a rimanere spesso in casa o magari a invitare pochi amici intimi per trascorrere con loro un po’ di tempo.

Alcune precisazioni

Attenzione, perché tutto ciò che è stato affermato non deve essere inteso come il diffondersi di un’abitudine che non porta proprio più a uscire durante le giornate del sabato e della domenica. Semplicemente si parla di una tendenza che negli ultimi decenni si è ingigantita.

È aumentato il numero di coloro che svolgono pasti in casa, perché hanno riscoperto il piacere di condividere quei momenti con i familiari. È anche cresciuta la percentuale di persone che lavorano in modalità smart-working. Proprio questo discorso può essere approfondito.

Lo smart-working

Durante la pandemia in tanti sono stati praticamente quasi obbligati a optare per la scelta lavorativa in questione, organizzandosi con PC, videochiamate e connessione. Se molti non vedevano l’ora di tornare a svolgere il loro lavoro in presenza, altri invece hanno continuano a effettuare tutto in smart-working.

Chi voleva e poteva ha infatti preferito così, riscoprendo di più la condivisione familiare all’interno delle mura domestiche. Quando si parla di “nido domestico” però, espressione che si usa per tradurre quella inglese adoperata per indicare il fenomeno, non significa solo stare a casa.

La casa come espressione di sé e non solo

La casa, specialmente tramite l’arredamento, diventa proprio un mezzo per esprimere la propria personalità. Non si tende più a seguire consigli degli esperti per l’arredo, ma semplicemente i propri gusti. Questo è solo un esempio di “nido domestico”. Il fenomeno infatti riguarda anche la riscoperta di tante attività. Queste si possono svolgere all’interno della propria abitazione e possono riguardare idee creative e/o manuali, ma non solo.

Questa tendenza non deve diventare rischiosa, perché il pericolo c’è nel momento in cui si avverte un senso di sicurezza solo rimanendo in casa. In questa situazione sarebbe opportuno invece cercare di uscire dalla propria zona comfort. Ulteriore caratteristica del fenomeno è anche il fatto che sono cambiati pure i tipi di inviti. Le cene a casa tra amici ci sono ancora ovviamente, ma si tende a invitare solo chi si considera davvero come amico stretto, che sia in grado di comprendere gli elementi caratteristici di quel “nido”. Ogni casa quindi è diventata una sorta di “nido” a sé, che mostra le personalità di ogni suo abitante.

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