I contributi figurativi sono periodi di contribuzione che consentono di maturare il diritto alla pensione anche quando non si lavora effettivamente. Questi accrediti vengono riconosciuti dall’INPS in determinate situazioni, come la disoccupazione, la maternità o la malattia, e spesso rappresentano una risorsa preziosa per chi ha carriere discontinue.
Cosa sono i contributi figurativi e come si ottengono?
Quando attraversi periodi di assenza dal lavoro per motivi specifici, puoi comunque maturare contributi utili ai fini pensionistici. Si parla di accrediti figurativi per esempio durante la maternità obbligatoria, la cassa integrazione guadagni straordinaria, il servizio militare, l’infortunio sul lavoro o la disoccupazione indennizzata.
L’accredito avviene in automatico se la situazione è prevista dalla normativa e, nella maggior parte dei casi, non serve fare domanda. Tuttavia, per alcune tipologie come il congedo parentale o i permessi legge 104, può essere necessario presentare richiesta all’INPS. I periodi figurativi sono disciplinati principalmente dal D.Lgs. 503/1992 e successive modifiche.
In che modo i contributi figurativi influenzano il calcolo della pensione?
Questi periodi contribuiscono sia al diritto sia alla misura della pensione. In pratica, aumentano il numero di anni utili per raggiungere la pensione di vecchiaia o anticipata e, in molti casi, incidono anche sull’importo dell’assegno.
Secondo dati INPS, chi beneficia di almeno 2 anni di accrediti figurativi può vedere una crescita dell’importo della pensione fino al 5-8% rispetto a chi non ne ha usufruito. Il valore riconosciuto dipende dal tipo di periodo figurativo e dal sistema di calcolo applicato (retributivo, misto o contributivo).
Chi ha diritto ai contributi figurativi? Requisiti e normative
Hai diritto ai contributi figurativi se ti trovi in determinate situazioni protette dalla legge. Tra queste:
- Assenza per maternità o paternità
- Congedo parentale
- Servizio militare obbligatorio o civile
- Disoccupazione con NASpI o indennità analoga
- Infortunio sul lavoro o malattia superiore a 7 giorni
- Cassa integrazione guadagni straordinaria
- Permessi e congedi per assistenza a familiari disabili (Legge 104/1992)
La normativa che regola questi accrediti è ampia e si è evoluta nel tempo. Ad esempio, il D.Lgs. 564/1996 ha ampliato la platea dei beneficiari, mentre circolari INPS specificano le modalità operative. Per alcuni periodi, come il servizio militare, l’accredito è sempre gratuito; per altri, potrebbero esserci limiti o condizioni specifiche.
Esempi pratici di contributi figurativi e il loro impatto sulla pensione
Immagina una lavoratrice che si assenta per maternità obbligatoria per 5 mesi: quei mesi saranno coperti da accrediti figurativi e, se somma anche un anno di congedo parentale, accumula più di un anno di contribuzione figurativa.
Un lavoratore che trascorre 12 mesi in servizio civile ottiene, senza versare contributi diretti, un anno di contribuzione utile sia per maturare il diritto sia per il calcolo della pensione. Se, ad esempio, si va in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contribuzione (requisito 2024), fino a 5 anni possono essere coperti da accrediti figurativi.
Secondo recenti analisi, chi riesce a integrare la propria posizione con almeno 3 anni di periodi figurativi può anticipare l’accesso alla pensione fino a 1 anno rispetto a chi ha solo periodi di lavoro effettivo.
Quali sono i limiti e le condizioni dei contributi figurativi?
Non tutti i periodi figurativi sono validi per ogni tipologia di pensione. Ad esempio, per la pensione anticipata, puoi utilizzare un massimo di 5 anni di contribuzione figurativa non derivante da lavoro. Alcuni periodi, come la malattia breve o la disoccupazione non indennizzata, non danno diritto all’accredito.
Per essere riconosciuti, i periodi devono essere certificati e non sovrapposti ad altri periodi già coperti da contribuzione. In alcuni casi, come il congedo parentale fruito in modo frazionato, è necessario presentare domanda documentando l’effettivo periodo di assenza.
Attenzione: la contribuzione figurativa è gratuita solo per le situazioni previste dalla legge. Alcuni periodi possono essere riscattati a pagamento, come le assenze per studio universitario, ma non sono considerati contributi figurativi in senso stretto.
La normativa può cambiare, quindi conviene sempre verificare i propri diritti presso l’INPS o un patronato, soprattutto se si avvicina l’età pensionabile e si vogliono ottimizzare gli accrediti figurativi.
In sintesi, gli accrediti figurativi rappresentano un’opportunità concreta per aumentare il valore e la maturazione della pensione, soprattutto in carriere caratterizzate da pause o interruzioni non volute. Conoscere le regole e i limiti ti permette di pianificare meglio il percorso verso una pensione aumentata e più sicura.
Massimo Parisi
Dottore Commercialista, Revisore Legale dei Conti
Dottore Commercialista e Revisore Legale iscritto all'ODCEC di Torino dal 2009. Gestisce uno studio associato specializzato in fiscalità d'impresa, successioni e pianificazione patrimoniale. Consulente per PMI e professionisti su agevolazioni fiscali, bonus edilizi e adempimenti tributari. Autore di articoli per riviste di settore e relatore presso associazioni di categoria.





