Spese scolastiche detraibili: ecco la lista completa che pochi conoscono

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Spese scolastiche detraibili: ecco la lista completa che pochi conoscono

Luca Morandi10 Aprile 2026 · 4 min lettura

Le spese scolastiche detraibili rappresentano un’importante opportunità per le famiglie italiane, consentendo di recuperare parte delle spese sostenute per l’istruzione dei propri figli. Saper individuare con precisione quali costi possono rientrare fra le detrazioni fiscali scolastiche permette di risparmiare fino a 152 euro per figlio ogni anno, semplicemente presentando la dichiarazione dei redditi entro la scadenza prevista.

Quali spese scolastiche sono detraibili nel 2023?

Nel 2023 la normativa fiscale italiana ha confermato la possibilità di detrarre il 19% delle spese educative sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie (sia pubbliche che paritarie), così come per l’università. La detrazione può riguardare sia le tasse di iscrizione e frequenza, sia alcuni contributi obbligatori richiesti dagli istituti.

La lista spese scolastiche detraibili comprende:

  • Tasse di iscrizione e frequenza
  • Contributi obbligatori e volontari richiesti dalla scuola
  • Spese per la mensa scolastica, anche se gestita da soggetti terzi
  • Assicurazione scolastica
  • Viaggi di istruzione e gite organizzate dall’istituto
  • Corsi di teatro, lingue, attività sportive organizzate dalla scuola

Attenzione: non sono detraibili l’acquisto di libri di testo, cancelleria, materiale didattico o spese per trasporti pubblici, salvo casi particolari previsti da altre voci fiscali. Il limite massimo di spesa detraibile per alunno è di 800 euro per le scuole dell’obbligo.

Come funziona la detrazione delle spese scolastiche?

Per come detrarre le spese scolastiche, basta inserire i dati nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi PF). La detrazione si applica direttamente sull’IRPEF dovuta, con un recupero del 19% delle spese ammesse fino al limite previsto.

Ad esempio, se hai sostenuto 700 euro di spese per la frequenza scolastica di tuo figlio, potrai beneficiare di una detrazione di 133 euro (700 x 19%). Se le spese superano 800 euro, si considera solo tale importo come base di calcolo.

La detrazione spetta al genitore che ha effettuato il pagamento, indipendentemente dall’intestatario della fattura. In caso di spese sostenute da entrambi i genitori, la detrazione va suddivisa sulla base della spesa effettivamente sostenuta da ciascuno.

Quali documenti sono necessari per detrarre le spese scolastiche?

Per accedere alle detrazioni fiscali scolastiche, è indispensabile conservare la documentazione che attesti il pagamento delle spese ammissibili. Gli originali devono essere esibiti in caso di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

  • Ricevute di pagamento rilasciate dalla scuola o dai soggetti che gestiscono la mensa
  • Distinte di bonifico bancario o postale
  • Ricevute di bollettini postali o MAV
  • Certificazioni rilasciate dall’istituto scolastico (per viaggi, attività extra, assicurazioni)

Dal 2020, il pagamento delle spese deve avvenire tramite strumenti tracciabili: bonifico, carta di credito, bancomat. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione.

Spese scolastiche detraibili per gli studenti universitari: cosa sapere

Le spese per istruzione universitaria sono detraibili anch’esse al 19%, senza limiti di età per lo studente. La detrazione riguarda tasse di iscrizione e frequenza, contributi obbligatori, corsi di perfezionamento e master universitari, dottorati di ricerca, iscrizione a corsi singoli.

Per le università pubbliche la detrazione copre tutte le spese sostenute. Per le università private, invece, occorre rispettare il tetto massimo stabilito annualmente dal MIUR in base all’area geografica e alla facoltà.

Non sono detraibili le spese per alloggio, trasporti o acquisto di libri universitari tramite questa voce, ma solo tramite altre possibili detrazioni.

Errori comuni da evitare nella detrazione delle spese scolastiche

Molte famiglie trascurano alcune regole fondamentali e rischiano così di perdere il diritto alle detrazioni o di incorrere in sanzioni. Ecco gli sbagli più frequenti:

  1. Dimenticare la tracciabilità: pagare in contanti rende la spesa non detraibile.
  2. Dimenticare di conservare le ricevute: senza documentazione, la spesa non può essere dichiarata.
  3. Indicare spese non ammesse (cancelleria, libri, trasporti) rischiando controlli e sanzioni.
  4. Superare il limite massimo detraibile e calcolare la detrazione sull’intero importo: il tetto resta 800 euro annui per alunno.
  5. Non suddividere correttamente la spesa fra i genitori, soprattutto se entrambi hanno sostenuto i costi.

Per non perdere il beneficio, ricordati di presentare la dichiarazione dei redditi entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese. Così potrai recuperare una parte delle spese educative sostenute e alleggerire il carico fiscale familiare.

Luca Morandi

Consulente Finanziario Indipendente, Educatore Finanziario

Consulente Finanziario Autonomo iscritto all'Albo OCF (Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti Finanziari). Da oltre 10 anni aiuta famiglie e risparmiatori a pianificare i propri investimenti in modo consapevole, senza conflitti di interesse. Tiene corsi di educazione finanziaria nelle scuole superiori e collabora con associazioni di consumatori.

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