Covid-19: Possibile quarantena corta per chi arriva in Inghilterra?

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L’attuale emergenza Covid-19 ha provocato non pochi disagi al mondo degli spostamenti internazionali. La seconda ondata, in questo autunno, ha infatti portato di nuovo i limiti già visti nella scorsa primavera, come la quarantena quando si arriva in un diverso Paese. Non fa eccezione l’Inghilterra, con l’obbligo di quattordici giorni di quarantena per chi arriva nel Paese da aree a rischio.

Covid-19: quarantena corta in Inghilterra

L’attuale normativa prevede infatti un obbligo di quarantena tutt’altro che comodo per i viaggiatori, non solo turisti ma anche e soprattutto persone che viaggiano per necessità, come esigenze lavorative: quattordici giorni di quarantena possono essere un forte scoglio per le proprie urgenze in Inghilterra.

Il Dipartimento dei Trasporti avrebbe così proposto una soluzione alternativa, in grado di abbassare i giorni da quattordici a cinque: pagando di tasca propria, infatti, si potrà effettuare un tampone, al quinto giorno, avere la risposta in poche ore e, in caso di risultato negativo, muoversi liberamente in Inghilterra, senza necessità di una quarantena più lunga.

Il costo di tale tampone ha un valore variabile tra £65 e £120, e potrà essere effettuato prenotandolo presso uno degli enti privati selezionati dal governo britannico.

Misura natalizia?

Tale misura entrerà in vigore a partire dal 15 Dicembre, in tempo per le festività natalizie. Due sono infatti i motivi principali che hanno portato a questa scelta.

Il primo è la volontà di diminuire la pressione sul sistema sanitario nazionale, puntando sulla scelta che molti faranno nel preferire i tamponi privati per diminuire la quarantena. Il sistema sanitario nazionale inglese, noto come NHS, si potrà così dedicare nel tracciare i contagi già all’interno del Paese. Una scelta brillante.

Il secondo motivo è di abbreviare la burocrazia ai fini di favorire l’industria dei trasporti durante un mese, quello di Dicembre, tra i più redditizi. L’idea è quindi quella di puntare su un equilibrio tra necessità economiche e sicurezza sanitaria, non lasciando dunque libertà di circolare ma abbattendo dei tempi eccessivamente lunghi: con l’utilizzo di tamponi al quinto giorno si potrà avere infatti una forte certezza sull’effettiva presenza o meno del virus nel corpo del viaggiatore.

Non sono mancate le critiche: secondo alcuni, infatti, una misura del genere sarebbe dovuta entrare in vigore molto prima, subito dopo la “pausa estiva” e con la ripresa quindi delle limitazioni per i viaggiatori. Ridurre la quarantena può infatti spingere molte più persone a viaggiare, e avrebbe sostenuto l’industria dei trasporti e i settori a essa collegati anche in questi due difficili mesi.

Altra critica è sul costo di questi tamponi, tutt’altro che adatti a tutte le tasche: il rischio è quello di una elite che preferirà le quarantene corte, mentre altre persone preferiranno comunque quarantene lunghe, generando quindi nuovamente dei problemi per chi decide di viaggiare, sia fuori dall’Inghilterra, con la quarantena al ritorno, sia per chi in Inghilterra vuole arrivare. Appaltare a privati ha dunque significato scendere a compromessi con l’accessibilità di questi tamponi.

Test in partenza?

La discussione pubblica verte anche sulla possibilità di test in partenza, così da eliminare i problemi della quarantena al ritorno che, seppur di cinque giorni, può essere problematica per molti viaggiatori. Potrebbe essere una misura possibile quella dei test in partenza?

Il problema dei test in partenza risiede nella capacità di coordinamento dei vari Paesi: può infatti avere grande efficacia nel caso in cui sia applicata in egual modo, nei Paesi di partenza e quelli di arrivo, ma altrimenti può rappresentare un grande rischio, lasciando scoperta e senza tracking uno degli importanti vettori di contagio tra un Paese e l’altro. In attesa che la pandemia venda domata, quindi, sembra che le quarantene all’arrivo siano uno dei pochi strumenti efficaci per la prevenzione di nuovi contagi.

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