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Dove si svolgono le migliori feste tradizionali inglesi a Londra? Location e costumi da non perdere

Laura Paglianidi Laura Pagliani· 13/08/2026 18:52
Dove si svolgono le migliori feste tradizionali inglesi a Londra? Location e costumi da non perdere

La prima volta che ho visto un uomo con il cappello piumato battere il bastone sul selciato davanti a St Paul’s ho pensato a un cambio scena improvvisato. Ero appena uscita da una prova con la mia compagnia, le dita ancora macchiate di trucco teatrale, e la City mi sembrava un palcoscenico pronto a scoprire il suo prossimo atto. A Londra le feste tradizionali inglesi non si limitano al calendario: escono dagli archivi, rullano tamburi, profumano di panni di lana e lucido da scarpe, sfilano tra palazzi moderni e chiese barocche. Per orientarsi tra location e costumi, conviene lasciarsi guidare come in un racconto: ogni quartiere ha la sua scena, ogni corteo il proprio costume iconico, ogni folla un mormorio unico.

Trooping the Colour: il rosso che incendia The Mall

Se cercate il momento in cui Londra intera si ricorda di essere capitale di una tradizione regale, seguite il fruscio delle bandiere su The Mall. Trooping the Colour è la parata per il compleanno ufficiale del sovrano, il sabato di giugno in cui la Household Division sfila con passo regolare tra Buckingham Palace e Horse Guards Parade. Il luogo migliore per abbracciare la scena è il viale rosso di The Mall, custodito da St James’s Park, o l’ampio spiazzo sabbioso di Horse Guards, dove il rullo dei tamburi sembra rimbombare nel petto.

I costumi sono una lezione di iconografia britannica: tuniche scarlatte, bottoni d’ottone come piccole stelle, e i copricapi neri di pelliccia d’orso, i bearskin, che si stagliano come punti esclamativi. A pochi passi si stende il verde dei Royal Parks, cornice elegante per chi cerca un margine tranquillo da cui osservare la marcia, magari tra il profumo dei tigli e il rumore sommesso dei piccioni. Arrivate presto, come direbbe qualsiasi direttore di palco, e lasciate che la sequenza vi conduca fino al saluto aereo: anche quello, come un sipario che si alza, appartiene al rito.

Lord Mayor’s Show: le corporazioni in pieno Medioevo

Quando penso al Lord Mayor’s Show, mi torna in mente una volta che, dietro l’angolo di Mansion House, mi sono imbattuta in un gruppo di liverymen con cappelli bicorni e mantelli bordati, pronti a unirsi alla processione. È novembre, l’aria ha quell’odore di lana bagnata e lucidatrice che sa di archivi e palco di prosa. La sfilata parte dal cuore della City di Londra, costeggia la Cattedrale di St Paul’s, raggiunge le Royal Courts of Justice e, come una processione che si specchia in un fiume, torna indietro lungo Victoria Embankment.

I costumi sono un viaggio nel tempo: pettorali ricamati, insegne delle corporazioni, alabarde dei Pikemen & Musketeers della Honourable Artillery Company. Il carro più fotografato è il Lord Mayor’s State Coach, un barocco dorato in movimento che riflette il cielo grigio come fosse una scena di commedia dell’arte. Per vedere bene, avvicinatevi a Bank Junction o salite sui gradini di St Paul’s: lo sguardo incrocerà parrucche incipriate, stendardi al vento e un pubblico che applaude come fosse la prima di una grande produzione.

Bonfire Night: fuochi che raccontano la città

La notte del 5 novembre Londra alza gli occhi al cielo e racconta, con fuochi pirotecnici, una pagina di storia. La Bonfire Night, memoria della Congiura delle Polveri, è un mosaico di grandi display in parchi cittadini e vedette spontanee che cercano un punto alto per scrutare l’orizzonte. Negli anni ho amato perdermi tra le famiglie infagottate di Battersea Park, lasciarmi abbagliare dalla vista ampia di Alexandra Palace, o respirare l’atmosfera di quartiere a Blackheath, dove il vento spazza la brughiera e il boato dei razzi sembra correre fino al Tamigi.

I costumi, qui, sono quelli pratici della stagione: cappotti imbottiti, sciarpe e guanti, cappellini di lana tirati sugli occhi. Alcuni brandiscono stelline scintillanti, altri stringono un cartoccio di fish and chips o una cioccolata calda che fuma tra le dita. Molti eventi sono a pagamento e a capienza limitata: conviene prenotare e arrivare per tempo, scegliendo un punto non troppo vicino alla zona di lancio, così da incorniciare lo skyline di Londra dentro ogni esplosione di colore.

St George’s Day: la croce rossa nel cuore di Trafalgar Square

In primavera, quando il sole osa farsi vedere tra le colonne della National Gallery, Trafalgar Square si veste di bianco e rosso per celebrare San Giorgio. È un festival che ha il tono festoso delle sagre e il rigore di un rito laico: sul palco si alternano gruppi folk, cori e scuole di danza, mentre in piazza spuntano scudi con la croce rossa, cappelli medievali e grembiuli di cuochi che servono torte e salsicce alla cipolla.

Capita spesso di incontrare Morris dancers, con campanelli legati alle caviglie e fazzoletti che fendono l’aria, come se un villaggio avesse attraversato il tempo per riaffermare la sua presenza nel centro di Londra. Tra una performance e l’altra, infilatevi nelle strade dietro la chiesa di St Martin-in-the-Fields: qui la folla si sgranocchia e si ricompone, e la piazza torna ad aprirsi come un palcoscenico pronto per l’ultimo numero.

Pancake Day Races: padelle in corsa nella City

Il martedì grasso londinese ha un suono metallico inconfondibile: è la frittella che salta in padella mentre si corre. A Leadenhall Market, con i suoi archi vittoriani che amplificano l’eco dei passi, squadre in grembiule e cappello da cuoco si inseguono tra risate e tifo da ufficio; a Guildhall Yard, le facciate gotiche fanno da quinta a colletti inamidati e padelle che sbandano. È una festa breve, spesso nell’ora di pranzo, un cameo che stacca la City dal suo copione consueto.

Il dress code è dichiaratamente giocoso: grembiuli, cravatte allentate, paillettes improvvisate e «attrezzo di scena» obbligatorio, la padella. Arrivate qualche minuto prima dello start e cercate un punto lungo la transenna dove la luce filtra tra i portici. Considerate gli spostamenti con Transport for London: a quell’ora l’andirivieni è intenso, ma i percorsi pedonali tra Bank, Monument e Mansion House sono corti e intuitivi come un cambio di set ben allestito.

Pearly Kings and Queens: il luccichio del popolo Cockney

Ci sono costumi che racchiudono una città intera in una giacca. Quelli dei Pearly Kings and Queens, ricoperti di bottoni di madreperla, raccontano il cuore popolare di Londra, tra mercati, dialetto e solidarietà. Il loro Harvest Festival, di solito a settembre, parte spesso da una chiesa centrale come St Martin-in-the-Fields o si raccoglie a Guildhall Yard, per poi sfilare con fanfare, carretti e cesti di doni.

Il luccichio dei bottoni fa da trama a un patchwork di cappelli a bombetta, rose all’occhiello e fazzoletti al collo. Se vi mettete lungo la rotta verso Covent Garden, vedrete i Pearly posare con grazia da vecchi maestri di vaudeville, mentre i passanti si trasformano in comparsa entusiasta. È una Londra confidenziale e affettuosa, che ama ricordare come la beneficenza e lo humour siano fratelli di scena.

Twelfth Night a Bankside: l’anno si apre in chiave folk

All’Epifania, quando il fiume restituisce il fiato alla città, Bankside diventa un teatro popolare all’aria aperta. La compagnia che anima il Twelfth Night porta davanti allo Shakespeare’s Globe il Holly Man, figura verdeggiante che sembra sprigionare linfa dalle braccia, mentre mummers in cappelli piumati e gonne a balze intrecciano danze e racconti. Il corteo si sposta tra il Globe e le taverne storiche, abbracciando il pubblico in un cerchio che profuma di sidro caldo e resina.

I costumi sono un catalogo di leggende: maschere vegetali, nastri colorati, campanelli e corone di agrifoglio. Scegliete la balaustra del fiume come balconata e lasciatevi catturare dalla commistione di lingue, risate e invocazioni. È un modo perfetto per augurarsi l’anno nuovo, ricordando che Londra sa essere arcana senza essere distante.

Consigli di regia per viverle da protagonisti

Queste feste sono scene vive: cambiano orari, luoghi d’arrivo, dettagli. Controllate sempre i programmi ufficiali e preparatevi come fareste per una replica importante. Nel dubbio, prevedete strati di abiti, una borraccia e scarpe comode: la distanza tra due buoni punti di osservazione è spesso breve, ma pavè e folla chiedono pazienza. Per gli spostamenti, le mappe in tempo reale di Transport for London sono più affidabili di qualsiasi improvvisazione, specie quando un corteo modifica la viabilità e i bus vengono deviati.

Infine, ricordate che ogni quartiere offre una controcanto personale. Un Trooping the Colour visto dall’ombra degli alberi di St James’s Park avrà un respiro diverso da quello di The Mall; la Bonfire Night sulla collina di Ally Pally regala un orizzonte teatrale, mentre a riva del Tamigi i riflessi moltiplicano i colori. Portate con voi lo sguardo curioso di chi entra in un teatro sconosciuto: Londra risponde sempre con un colpo di scena.

Quando ripenso a quell’uomo dal cappello piumato davanti a St Paul’s, rivedo l’istante in cui la città si è messa in moto come un ensemble disciplinato. Seguendo costumi, location e cadenze dell’anno, scoprirete che le feste tradizionali inglesi a Londra non sono reliquie, ma partiture ancora capaci di vibrare. Basta presentarsi puntuali, prendersi il proprio posto in platea e lasciare che la scena vi venga incontro, proprio come quel giorno, mentre uscivo di corsa da una prova e Londra, gentilmente, ha aspettato il mio ingresso.

Laura Pagliani
Laura Pagliani

Laura ha lavorato per anni in una compagnia teatrale internazionale tra Londra e Manchester. La sua conoscenza degli eventi culturali e dei quartieri creativi le permette di offrire suggerimenti originali per chi vuole esplorare la scena artistica inglese.