Londra TodayTutto su Londra e UK: scopri, vivi, viaggia

Gite fuori Londra in auto: I percorsi meno trafficate che regalano paesaggi unici

Paolo Legnanidi Paolo Legnani· 12/08/2026 20:17
Gite fuori Londra in auto: I percorsi meno trafficate che regalano paesaggi unici

Quando il rumore della città ti resta addosso come la pioggerella fine, la soluzione è semplice: gira la chiave, imbocca una stradina oltre il sobborgo e lascia che siano le siepi a farti da guida. A un’ora da Londra esistono percorsi secondari dove il traffico è un sussurro e i paesaggi parlano forte. È lì che il viaggio inizia davvero, non quando arrivi.

Negli anni ’90, quando ho cominciato a esplorare il Regno Unito, imparavo l’arte di rallentare nelle vecchie locande delle Highlands. Ogni sera finiva con una mappa aperta sul tavolo e una domanda semplice: domani che strada meno ovvia possiamo prendere? È lo stesso spirito che ti propongo qui: itinerari lenti, piccoli tornanti, soste in villaggi dove il tempo scorre come il tè nel bricco.

Prima di partire: come evitare il traffico

Per tenerti lontano dalle colonne, pensa al viaggio come a una ricetta: pochi ingredienti giusti e il risultato si sente. Funziona come quando esci di casa dieci minuti prima e trovi il bar ancora vuoto: parti presto, rientra prima del tramonto, e scegli le B-roads al posto delle grandi arterie.

  • Esci da Londra in orari morbidi (prima delle 8 o dopo le 10, rientro prima delle 17).
  • Imposta il navigatore su “evita autostrade”: così ti suggerirà strade secondarie.
  • Occhio alla Ultra Low Emission Zone se attraversi aree soggette a pedaggi ambientali.
  • Su strade a una corsia con “passing places”, cedi il passo con calma e saluta: è la lingua franca della campagna.
  • Porta una mappa offline: in certe valli il segnale è timido come una lepre all’alba.

Chilterns segrete: colline gessose e valli silenziose

Le Chiltern Hills sono un classico, ma la chiave è evitare i punti più battuti. Entra a nord-ovest da Ruislip o Denham e prendi le stradine verso Harefield, poi puntella tra siepi e campi fino a West Wycombe. Mantieni il profilo basso: carreggiate strette, curve cieche, ma panorama gentile.

Da West Wycombe scendi a Turville e Fingest: due villaggi che sembrano usciti da un manuale di pittura ad acquerello. Qui la valle è un ventaglio di prati, con querce come punti esclamativi nel verde. A Hambleden, il mattone rosso delle case è uno specchio caldo al sole, e i sentieri fluviali invitano a una breve passeggiata.

Prolunga verso Marlow per un caffè sul Tamigi e rientra passando per Cookham, dove Stanley Spencer dipingeva la quotidianità come fosse sacra. Lungo tutto l’anello troverai lay-by panoramici; usa quelli, non gli ingressi dei campi. È terreno vivo, e la cortesia qui vale più di un cartello.

Surrey Hills laterali: faggete, torri e strade in filigrana

Se pensi a Box Hill, pensa anche all’alternativa. Taglia da Epsom Downs verso Headley e lascia che la strada ti porti sotto le chiome fitte delle faggete. L’aria sa di terra bagnata, e quando sbuchi vicino a Coldharbour, Leith Hill appare con la sua torre da sentinella dell’Ottocento.

Parcheggia e sali a piedi per la vista: in giornate limpide, Londra è un pensiero all’orizzonte. La zona fa parte di un’Area of Outstanding Natural Beauty, un riconoscimento che in Inghilterra non si regala: significa paesaggi protetti, servizi minimi e tanta natura. Riprendi poi verso Holmbury St Mary e Shere, due perle dove il tempo si prende le proprie pause.

Le corsie qui sono intagli nella foresta, con curve che sembrano note musicali: guidale come una melodia lenta, senza stonature. Evita i weekend centrali d’estate e troverai la compagnia discreta dei ciclisti, mai l’ansia delle colonne.

Essex salmastro: la penisola di Dengie e i cieli larghi

Quando vuoi orizzonti ampi, scivola verso est. Dalle propaggini di Upminster prendi le secondarie fino a Burnham-on-Crouch, poi punta Tillingham e Bradwell-on-Sea. La strada si fa sottile tra canali, salicornie e campi bassi: è una lama che incide il paesaggio, senza disturbarlo.

A St Peter-on-the-Wall, la cappella in pietra guarda il mare da secoli, con la pazienza delle cose semplici. Qui il vento racconta storie e il traffico è un’idea lontana. A pranzo, ostriche sul Crouch o un fish and chips che profuma di tempra marina: poche frasi, molto sapore.

La Dengie Peninsula è fotogenica come un set in controluce. Portati un maglione anche d’estate: la brezza è sincera. E ricordati che le strade arginali sono strette: rallentare non è un limite, è parte della coreografia.

North Wessex Downs: il ritmo antico del Ridgeway

Ci sono colline che respirano storia. Entra nei Downs dal lato di Pangbourne, sali serpeggiando verso Upper Basildon, Aldworth e Compton. Le curve sono morbide, i paesaggi puliti come pagine nuove. Ogni tanto un cavallo al pascolo, ogni tanto un pub con insegna in ferro battuto.

Il filo conduttore è il Ridgeway, l’antica dorsale che gli antichi percorrevano a piedi. Tu la costeggi in auto, senza fretta. Fermati ad Aldworth, dove la locanda sembra uscita da un album di famiglia: panche di legno, racconti bassi, birre chiare. Mi ricorda certe serate nelle locande delle Highlands: stesse chiavi di lettura, stesso rispetto per il tempo.

Prosegui verso Wantage e le alture di Uffington. Anche se per il Cavallo Bianco serve camminare, il solo girare intorno, con la luce radente del tardo pomeriggio, vale la giornata. È un paesaggio che chiede silenzio e restituisce distanza dalle cose superflue.

Romney Marsh e Dungeness: là dove il paesaggio sussurra

Scendi lungo la romana Stone Street da Canterbury o, più vicino a Londra, attraversa i colli del Kent fino ad Appledore. Qui la pianura del Marsh apre le braccia e ti senti più leggero. La strada verso Lydd e Dungeness è un filo tra campi e canali; oltre, soltanto ghiaia e luce.

A Dungeness capisci che “unico” non è una parola da blog, ma una condizione reale. Case di legno, una centrale nucleare sullo sfondo, barche tirate in secco come balene addormentate. È un posto che divide, ma che non lascia indifferenti. Guida piano: i gabbiani non hanno fretta, e nemmeno tu dovresti averla.

Quando andare, cosa portare

Primavera e inizio autunno sono i momenti d’oro: cieli puliti, traffico ridotto, colori vivi. L’estate funziona se anticipi gli orari; l’inverno regala brume e pub con caminetto. In tutti i casi, pensa essenziale: acqua, uno snack, scarpe comode per una camminata breve, e una batteria di scorta per il telefono.

Parcheggia solo dove consentito, chiudi cancelli che trovi chiusi, saluta chi incroci. Nelle campagne britanniche l’educazione è come il muschio sui muretti: c’è sempre, ma va rispettata.

Guida pratica per chi arriva dall’Italia

Si guida a sinistra: ripetilo come un mantra ai bivi stretti. I limiti sono severi e ben segnalati; gli autovelox non fanno sconti. Se noleggi l’auto in città, verifica prima percorsi e costi legati alle zone a tariffazione, compresa la Ultra Low Emission Zone quando necessario, così eviti sorprese.

Meglio pianificare una singola area per giornata: Chilterns oggi, Surrey domani. L’Inghilterra del sud non è grande, ma è fitta di dettagli. E i dettagli si notano solo se rallenti.

Alla fine, la differenza tra una gita e un viaggio è tutta lì. Una gita si spunta dalla lista; un viaggio lo porti con te. Le strade secondarie fuori Londra, percorse con calma, sanno ancora raccontare storie. Basta dare loro tempo e ascolto.

Paolo Legnani
Paolo Legnani

Paolo ha iniziato a esplorare il Regno Unito negli anni '90, soggiornando spesso nei villaggi delle Highlands. Condivide ricordi di vecchie locande e delle tradizioni rurali, suggerendo itinerari slow tra le strade panoramiche britanniche.