Come mangiare pesce per abbassare il colesterolo: ecco il metodo

Il colesterolo è considerato un vero e proprio fattore in ambito salutare, almeno quando si fa riferimento a questa forma di lipide in termini negativi, subentra quasi sempre il contesto alimentare, che è divenuto sempre più incidente quando si parla di buona salute. Quasi sempre per limitare la comparsa di colesterolo alto, ossia la forma “cattiva” che  tende a depositarsi nelle pareti interne delle arterie, condizione che è poi spesso la causa di problemi cardiaci. Mangiare pesce per abbassare i livelli di colesterolo è spesso un metodo utile quanto consigliato, ma come farlo in maniera giusta?

Considerate le numerose tipologie, ricette e preparazioni posibili, il pesce è sicuramente alla base di una dieta improntata a dichiarare “guerra” alla presenza importante di questo grasso nell’organismo.

Quale pesce conviene mangiare e come farlo in maniera adeguata per contrastare il colesterolo alto? Ecco una mini guida piuttosto semplice da consultare.

Come mangiare pesce per abbassare il colesterolo: ecco il metodo

Come mangiare pesce per abbassare il colesterolo

Il colesterolo alto subentra generalmente per varie motivazioni, che possono essere soprattutto legate allo stile di vita, prevalenze genetiche ma anche in relazione al tipo di cibo. Bisogna evitare ad esempio i cibi contenenti grassi saturi  e sostituirli con quelli che contengono prevalentenente  acidi grassi polinsaturi, quindi meno carne rossa, formaggi stagionati ed insaccati e privilegiare varie tipologie di pesce.

Il pesce è naturalmente e generalmente molto meno “grasso” e gestibile dall’organismo, nonchè più complesso, condizione che porta il consumo di questi alimenti a ridurre la quantità generale di colesterolo “cattivo” in quantità considerevoli in quanto aumentano la vasodilatazione ed hanno un effetto rilassante sulla pressione sanguigna. Come mangiare pesce in modo da avere un buon effetto da questo punto di vista? Il nutrizionista potrà sicuramente identificare una forma di dieta personalizzata, ma in generale è possibile consumare pesce almeno in un pasto al giorno, per 3-4 giorni alla settimana privilegiando il pesce azzurro, come il salmone, il tonno bianco, la trota, lo sgombro e le sardine che sono ricche di sali minerali e omega-3, uno degli elementi nutritivi generalmentre benefici per l’organismo che aiutano anche il metabolismo e la fase digestiva a funzionare meglio.

Importante ovviamente ridurre la quantità di spezie ed ingredienti così da non vanificarae i buoni effetti della loro consumazione, ma anche  evitare il caviale che è molto ricco do colestrerolo e quindi risulta essere difficile da gestire.

Importante optare anche per la cottura giusta, le migliori per mantenere le proprietà del pesce sono quelle alla griglia, cartoccio o vapore.

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