Mangiare la bresaola due volte a settimana: cosa accade al nostro organismo?

Nell’ampio e diversificato contesto dei salumi, la bresaola ha un ruolo particolarmente importante, esseendo l’unica o tra le pochissime varianti considerate decisamente appetibili anche per regimi alimentari mediamente rigorosi: la bresaola è infatti costituita in modo diverso dagli altri salumi e non essendo costituito da una composizione o un mix di carni, non è considerabile un salume, in quanto “proviene” da un singolo pezzo. Ma mangiare la bresaola due volte a settimana è “consentito”?

Quali sono gli effetti sul corpo umano? Ed è qualcosa di consigliabile anche per chi ha alcune intolleranze o patologie particolari?

Ecco il parere del nutrizionista, eevidenziato anche dalla composizione “base” dela bresaola ossia da cosa è effettivamente costituita.

Mangiare la bresaola due volte a settimana: cosa accade al nostro organismo?

bresaola due volte a settimana

La bresaola è considerabile un insaccato ma non è un salume, in quanto proviene da tagli di carne costituito da alcune tipologie di bovini particolarmente selezionati, e parti specifiche degli stessi: solo la parte più magra e quindi meno dotata di grasso risulta essere compatibile per i requisiti stringenti della bresaola, in particolarmente la variante DOP che è quella più pregiata. La carne scelta viene salata, speziata ma anche lasciata “maturare” in luoghi specifici del paese (la bresaola proviene dalla Valtellina, un’area del nord est del paese nei pressi di Sondrio, anche se viene prodotta in altri luoghi diversi). La carne non viene cotta, ma attraverso questo processo di sviluppo, questa diventa un insaccato in quanto disposto al consumo attraverso l’inserimento dei singoli pezzi di carne in budelli artificiali o naturali.

Data la genuinità del prodotto, la bresaola risulta essere compatibile anche con i regimi più sani ed attenti alla salute, in quanto il consumo se regolarizzato, è accettabile, non facendo aumentare i valori di colesterolo ed anche un consumo due volte a settimana risulta essere compatibile con la maggior parte dei regimi alimentari tradizionali,  a patto di non eccedere con le porzioni (quelle consigliate ammontano a 50 grammi alla volta). L’apporto di ferro ma anche e soprattutto di proteine, il tutto unito ad un apporto calorico decisamente ridotto considerato il tipo di alimento, rende la bresaola probabilmente l’unico insaccato adatto ad essere consumato se si è a dieta.

Bisogna solo attenzionare la presenza di sodio, che corrisponde soprattutto alla presenza di sale da parte di chi soffre di ipertensione. Trattandosi di carne cruda stagionata il consumo non è adatto a  categorie di persone come le donne incinte.

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