Mangiare riso riscaldato: attenzione, ecco cosa accade

Il riso è sicuramente dal punto di vista delle quantità e  diffusione, il cereale più coltivato e quindi consumato al mondo, inevitabilmente viene legato simbolicamente a qualsiasi cultura asiatica: si dice che il riso risulti essere come il “pane” per noi europei, ma in realtà è molto più di questo, costituisce tantissime sezioni dell’alimentazione, in nazioni anche molto diverse, dagli antipasti fino ai dolci, oltre che allo sviluppo di diverse bevande, anche alcoliche. Il riso è un alimento longevo e duttile, ed è molto comune anche in Occidente, anche perchè in teoria può essere consumato anche riscaldato, ma scegliere di mangiare riso in questa condizione potrebbe risultare dannoso.

Diversi studi evidenziano la possibile tossicità del riso riscaldato che non a caso viene sconsigliato in molte occasioni, oppure se consumato, deve passare attraverso un processo abbastanza preciso per evitare problemi di salute.

Non si tratta di una fake news o qualcosa di simile, in quanto il cereale una volta riscaldato va incontro ad una serie di dinamiche strutturali che minano la commestibilità del prodotto finale, fino a renderlo potenzialmente dannoso.

Mangiare riso riscaldato: attenzione, ecco cosa accade

mangiare riso riscaldato

In realtà il riso riscaldato non fa male in quanto tale, ma può svilupparsi uno specifico batterio se il processo di conservazione che precede il secondo utilizzo, dietro riscaldamento, non viene adibito adeguatamente. Infatti in condizioni favorevoli nel cereale può proliferare un batterio conosciuto come Bacillus cereus, che tende a svilupparsi in condizioni di umidità e se il prodotto viene lasciato all’aria aperta anche per pochi minuti a temperatura ambiente. Il batterio non è fatale, ma può portare a dolori addominali, sintomi di indigestione, anche gonfiori, fino a nausea e vomito,  che evidenziano una vera intossicazione.

Il riso cotto andrebbe consumato entro un’ora dalla cottura, oppure essere messo in frigorifero entro un’ora dalla cottura finale, e una volta tenuto in frigo va consumato esclusivamente entro 24 ore, dopodichè il rischio contaminazione diventa molto più probabile.

Il riso potrà essere riscaldato solo una volta, una seconda volta infatti è impossibile in quanto il cereale perderebbe consistenza e diventerebbe impossibile da cuocere ulteriormente (anche l’apporto nutritivo sarebbe quasi ridotto allo zero). L’opera di riscaldamento deve essere inoltre portata avanti attraverso temperature molto alte, così da eliminare in modo decisivo il batterio: non basta quindi una semplice “riscaldata”, come magari può essere considerata come sufficiente.

Il cereale in questione è un alimento importantissimo ma come è appetibile per gli esseri umani è anche qualcosa di ugualmente “gradito” dai batteri.

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