Mangiare salame ogni giorno: ecco le conseguenze sulla salute

Siete amanti del salame e avete l’abitudine di mangiarlo tutti i giorni? Siete conoscenza di quello che succede al nostro corpo con un consumo troppo eccessivo di insaccati? Beh, a dare una risposta ci ha pensato uno studio condotto dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I risultati di questo studio sono davvero preoccupanti e portano anche alla luce tutti i rischi che si corrono nel mangiare ogni giorno salame, affettati e soprattutto carne rosse. In realtà questa non è una vera e propria novità dato che, già in passato, l’IARC aveva inserito la carne rossa processata nella lista degli alimenti più cancerogeni, ma pur sempre senza creare allarmismi di vario genere, considerando che il rischio non è collegato all’alimento in sé ma piuttosto alle quantità che vengono consumate giornalmente.

Secondo quanto ci dicono gli esperti, tutte quelle carni che hanno subito delle lunghe lavorazioni come ad esempio la salatura, l’affumicatura, la stagionatura e l’aggiunta di conservanti risultano essere dannose per la nostra salute. A quanto pare è proprio il processo a cui esse sono sottoposte ad essere dannose per l’uomo, andando ad aumentare il rischio di tumori all’intestino e anche all’apparato digerente.

Consumo giornaliero di salame: che cosa comporta?

Lo studio che è stato condotto a tal proposito ha scoperto che bastano soltanto 50 grammi di carne lavorata al giorno per far aumentare notevolmente il rischio di tumore del colon-retto. In pratica, le possibilità che si sviluppi un tumore di questo tipo per il consumo normale di carne rossa sono poche, ma se si aumenta con il consumo e le quantità ecco che le probabilità che accada diventano decisamente maggiori.

Gli scienziati non sono però ancora riusciti a stabilire una certa quantità di carne rossa non processata che possa causare il cancro, per cui il problema più grande resta quello di capire il motivo per cui le carni rosse risultano essere, in generale, cancerogene. Attualmente ci sono varie teorie in campo, c’è chi da la colpa ai nitriti e ai nitrati presenti che hanno il compito di mantenere il colore rosso delle carni.

Quanto detto sopra accade perché, a contatto con gli ambienti acidi, essi danno vita a dei composti cancerogeni ma c’è anche chi pensa che il rischio sia dovuto al ferro presente nella carne o magari ad alcuni ceppi di batteri che si trovano nell’intestino. Quindi, queste sono tutte le ipotesi in questo caso ma la realtà è che non c’è nulla di vero e accertato.

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