Spesa al supermercato in UK: Cosa costa più che in Italia e i trucchi per spendere meno

Vivo a Londra da ormai sei anni e una delle domande che mi fanno più spesso i miei amici in Italia è: "Ma quanto costa la spesa lì?" La risposta non è semplice, perché dipende da cosa compri e dove lo compri. Quello che posso dirvi con certezza, però, è che il costo della vita al supermercato nel Regno Unito è significativamente più alto rispetto all'Italia, soprattutto per prodotti specifici. Nel mio giro quotidiano tra Shoreditch e il resto di Londra, ho notato differenze abissali su articoli che in Italia consideriamo banali. E come sempre, chi sa dove guardare riesce a risparmiare parecchio.
Cosa costa davvero di più nei supermercati britannici
Partiamo dai numeri concreti. Una bottiglia di latte intero da un litro costa circa 1,50-1,80 sterline qui a Londra, mentre in Italia la trovi facilmente a 0,90-1,20 euro. Il formaggio è un capitolo a parte: una confezione di cheddar decente costa il doppio rispetto a un formaggio italiano di qualità simile. Mi è capitato di recente di comprare della mozzarella italiana importata, pagandola letteralmente tre volte il prezzo che pagheremmo a casa.
La frutta e la verdura fresca rappresentano un'altra voce problematica. Un chilo di pomodori può costare 2-3 sterline, mentre l'avocado è diventato quasi un lusso: 1,50 sterline l'uno. Le banane sono tra le poche cose relativamente economiche, ma anche lì la differenza c'è.
Il pane italiano o i prodotti da forno continentali, se li cerchi nelle sezioni internazionali, hanno prezzi completamente fuori scala. Una ciabatta buona costa 2 sterline, quando in Italia la paghi a meno di un euro. Stesso discorso per la pasta di marca italiana: praticamente il doppio del prezzo domestico.
Ma il settore dove la differenza è più clamorosa è quello dei salumi e degli insaccati. Una confezione di prosciutto italiano da 100 grammi può costare 4-5 sterline. Ho un amico che non ci crede quando glielo dico, eppure è così.
Il ruolo della Value Added Tax|IVA nelle nostre spese
Una parte di questa differenza di prezzo dipende dal sistema fiscale. Nel Regno Unito l'Value Added Tax|IVA è al 20%, mentre in Italia media intorno al 10% per i beni alimentari di base. Non è l'unica ragione, ma conta. A questo si aggiunge il costo della manodopera nel settore della distribuzione, che nel Regno Unito è significativamente più alto, oltre ai costi di logistica e importazione che ricadono sul consumatore finale.
Quando arrivi da Londra e torni in Italia anche solo per due settimane, la spesa al supermercato diventa quasi un'attrazione turistica. Ricordo di aver speso più tempo a guardare i prezzi che a fare la spesa, talmente ero abituato ai prezzi britannici.
Dove conviene veramente comprare a Londra
Il trucco principale è abbandonare subito i supermercati mainstream. Waitrose e Marks & Spencer sono bellissimi, ma sono per chi ha veramente budget illimitato. Tesco e Sainsbury's offrono buon rapporto qualità-prezzo se sai muoverti bene nella loro offerta. Ma il vero risparmio arriva da altri posti.
Aldi e Lidl sono le vostre armi segrete. I prezzi sono significativamente più bassi rispetto ai competitor principali, e la qualità è più che accettabile. Compro lì il 70% delle mie cose. Una bottiglia di vino decente costa 5-6 sterline da loro, mentre in un supermercato tradizionale la pagherei 7-8.
I mercati etnici sono fondamentali se vivete nelle zone giuste di Londra. A Brick Lane, Chinatown o nei mercati turchi e del Sud-est asiatico dei vari quartieri, la spesa fresca costa una frazione. Sono stato recentemente nel mercato turco di Hackney e ho preso una cassetta di pomodori bellissimi a 1,50 sterline. Una settimana prima, dallo stesso peso da Sainsbury's, avrei pagato quasi il triplo.
Un lettore mi ha chiesto di recente se conviene comprare online. La risposta è quasi sempre no, perché le consegne hanno costi aggiuntivi. A meno che non approfittiate dei nuovi servizi di consegna rapida che stanno proliferando, ma lì il markup è ancora più evidente.
Gli errori che fanno i turisti e i neo-arrivati
Il primo errore è comprare nei supermercati nel cuore di Londra. I prezzi sono gonfiati appositamente. Se vivete o visitate il centro, spostatevi leggermente verso zone residenziali dove trovate Tesco metro o Sainsbury's più convenienti.
Il secondo errore è fidarsi troppo dei prodotti "budget" senza leggere l'etichetta. Spesso il risparmio è reale, altre volte stanno semplicemente usando ingredienti più economici che fanno la differenza nel gusto.
Terzo errore: non controllare le offerte settimanali. Aldi e Lidl cambiano completamente il catalogo di promozioni ogni settimana, e trovare occasioni incredibili è normale. Nel mio quartiere c'è un volantino che esce il mercoledì: lo studio come fosse una guida turistica.
Non sottovalutate neanche i discount come B&M o Home Bargains se dovete comprare snack e prodotti confezionati. I prezzi sono aggressivi.
Il vero consiglio: pianificare e confrontare
La cosa che ho imparato dopo anni è che vivere a Londra comporta spese alimentari più alte. Non potete competere con i prezzi italiani. Ma potete ridurre il gap del 40-50% se sapete dove andare. Pianificate la spesa in base ai vostri movimenti per la settimana, cercate le zone con supermercati discount nel vostro raggio d'azione, e sfruttate i mercati quando potete.
Chi pensa di risparmiare comprando solo al centro di Londra avrà una bruttissima sorpresa. Ma chi impara dove e come muoversi, il costo della vita diventa gestibile. Come tutto a Londra, in fondo.

