Voli da e per il Regno Unito – Le domande più frequenti

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Articolo aggiornato il 10 Agosto 2021

Non è un momento facile per gli spostamenti da e per il Regno Unito. Abbiamo così deciso di raccogliere in questo articolo le domande più frequenti, cercando di dare delle risposte più aggiornate possibile. Cercheremo di prendere in considerazione tre delle compagnie più usate per i viaggi in UK: Alitalia, Ryanair e EasyJet.

[Articolo in costante aggiornamento]

Devo fare il tampone per entrare in Italia?

I viaggiatori in arrivo in Italia dal Regno Unito, Gran Bretagna, e quindi anche Londra, dovranno sottoporsi obbligatoriamente a tampone antigenico o molecolare entro 48 ore prima della partenza e porsi in autoisolamento fiduciario per 5 giorni (quarantena) anche in caso di ciclo vaccinale completato e tampone negativo. Al termine della quarantena in Italia è richiesto lo svolgimento di un altro test antigenico o molecolare.
I bambini di età inferiore ai sei (6) anni sono esentati da tale obbligo.

Questa norma è attualmente in vigore fino al 30 agosto 2021.

ATTENZIONE: NON E’ POSSIBILE FARE IL TAMPONE UN VOLTA ARRIVATI IN ITALIA. IL TEST DEVE ESSERE SVOLTO 48 ORE PRIMA DI ENTRARE NEL PAESE (SIA VIA AEREO O CHE AUTOMOBILE)

Bisogna fare la quarantena dopo il volo di rientro in Italia?

Al momento in cui scriviamo e almeno fino al 30 agosto 2021 è necessario porsi in quarantena per 5 giorni, se si arriva dal Regno Unito, indipendentemente dall’esito del tampone, che resta obbligatorio prima della partenza.

Quali sono le regole per viaggiare dall’Italia al Regno Unito?

L’Italia rientra nella lista dei paesi di colore “amber” (giallo).
Ciò significa che ai viaggiatori che entrano in Regno Unito, dopo una permanenza in Italia è richiesto di:
– svolgere un test prima della partenza
– compilazione il Passenger Locator Form
– prenotare prima di partire due test da svolgere al secondo e ottavo giorno (vegono consegnati per posta)
– osservare quarantena domiciliare di 10 giorni.

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Si può anticipare la conclusione della quarantena attraverso il Test to Release Scheme al quinto giorno.

A partire dal 19 luglio 2021 coloro che hanno completato il ciclo vaccinale nel Regno Unito a cura dell’NHS e dal 2 agosto 2021 coloro che hanno completato il ciclo vaccinale nell’Unione Europea o negli Stati Uniti d’America non dovranno sottostare agli obblighi di quarantena e all’acquisto del kit con il test da effettuarsi all’ottavo giorno dall’arrivo, ma solamente al test del giorno 2.

Devo fare la quarantena se si arrivo nel Regno Unito?

Dipende: se hai completato il ciclo vaccinale (2 dosi) in Europa, UK, o USA non è prevista alcuna quarantena. In caso contrario sono richiesti 10 giorni di quarantena.

Devo complilare un modulo per entrare nel Regno Unito?

Per chiunque arrivi in UK dall’estero (Irlanda esclusa) è obbligatorio compilare un modulo online, il PASSENGER LOCATOR FORM
Non è possibile inviare il modulo fino a 48 ore prima dell’arrivo nel Regno Unito.
Dovrai mostrare il modulo compilato quando arrivi al confine con il Regno Unito, stampandone una copia o mostrandolo sul tuo telefono.
Il governo utilizzerà queste informazioni per contattarti se tu o qualcuno con cui hai viaggiato sviluppa sintomi di coronavirus (COVID-19).

Tu e le persone con cui viaggiate dovete compilare un modulo separato.

Ecco il link per compilare il modulo: https://www.gov.uk/provide-journey-contact-details-before-travel-uk

Quali sono le regole per viaggiare? Ci sono controlli agli aeroporti?

Mascherine obbligatorie, servizio di bordo ridotto, con cibo e bevande distribuiti in maniera da evitare il contagio.

Dimenticate le confusionarie discese dall’aereo: ora è necessario attendere indicazioni da parte del personale di bordo, per garantire discese sicure.

Negli aeroporti troviamo installati dei termoscanner per controllare la temperatura corporea dei viaggiatori.

Rimborsi e voucher: come funzionano e quanto ci metto ad ottenerli?

Trattandosi di cancellazioni assolutamente indipendenti dalla propria volontà, si ha diritto a un rimborso del 100% della cifra spesa per acquistare i biglietti. Tale rimborso può essere emesso dalla società offrendo una scelta al viaggiatore, decidendo appunto tra voucher e rimborso in denaro. Il problema, come detto nella domanda precedente, è nelle tempistiche.
Per ottenere i voucher o il rimborso, solitamente, è la compagnia stessa a offrire tali soluzioni inviando una e-mail in cui si annuncia la cancellazione del volo. In caso contrario il consiglio è quello di contattare l’assistenza delle varie compagnie aeree, consapevoli anche del fatto che potrebbe volerci del tempo a causa del gran numero di clienti nella stessa situazione.

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Posso chiedere un rimborso per un volo che ho deciso di non prendere?

E se il volo fosse disponibile ma si decidesse di non prenderlo? A quanto espresso da ENAC, l’ente nazionale per l’aviazione civile, tale rimborso può essere ottenuto se il Paese in cui si era previsto di viaggiare preveda delle restrizioni, come quarantene, per il viaggiatore. Nel caso quindi si fosse deciso di volare per il Regno Unito, e fosse attiva la normativa legata alla quarantena, con la rinuncia del volo è possibile ottenere un rimborso dalla compagnia aerea.
In chiusura vi raccomandiamo di tenere sotto controllo i siti delle autorità preposte, sia in Italia che nel Regno Unito, e di affidarvi all’assistenza delle varie compagnie aeree, per avere notizie costantemente aggiornate. Almeno nelle prossime settimane volare avrà con sé ancora diverse difficoltà, ma nei prossimi mesi è plausibile pensare che si possa tornare a viaggiare con maggiore facilità.

Cosa mi consigliate? Chiedere il rimborso o il voucher alla compagnia aerea?

La risposta non è semplice, e ci si trova fondamentalmente a dover decidere tra due questioni completamente differenti tra loro.
Il voucher è una certezza immediata, parliamo di una cifra che resta virtualmente in nostro possesso fin da subito, e che può quindi essere utilizzata senza alcun limite. Il problema, da questo punto di vista, è il ritorno ai viaggi, il che potrebbe coinvolgere sia il susseguirsi degli eventi su scala internazionale, sia una prospettiva di tipo personale (situazione lavorativa, volontà di non affrontare viaggi per timore di contagi, e quant’altro). Non bisogna dimenticare, da questo punto di vista, che i voucher hanno una scadenza, solitamente di dodici mesi, per essere utilizzati, per cui prima di scegliere il voucher bisogna effettivamente riflettere sul come e quando si avrà la possibilità di usarlo.
Il rimborso ha dalla sua il poter essere una cifra che torna effettivamente pienamente disponibile nelle nostre tasche, senza alcun limite di utilizzo come il caso dei voucher. Il problema è sul quando ricevere tale rimborso: attualmente le compagnie aeree hanno problemi di liquidità, e ciò fa sì che non sia probabile vedere questi rimborsi prima di alcuni mesi.

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